U19, SOLO IL BLACKOUT DELLA STADIO MANDELA FERMA I GLS DOLPHINS

Partiamo dall’epilogo. Mancano 10 secondo alla fine del primo quarto che i Dolphins hanno dominato in difesa ed in attacco segnando ben 21 punti. Il qb parmense Rossi spara un passaggio in profondità ed il proprio ricevitore Patrizi con la punta delle dita cattura il cuoio e brucia i difensori dorici correndo oltre la linea di meta. Non appena il ricevitore parmense mette un oltre la linea di meta … la cittadella sportiva delle Palombare cade nel buoi più assoluto. Le sole luci di emergenza tengono botta in uno sprofondo nero che avvolge il Palaindoor, il campo Conti i piazzali ed i parcheggi. Lo staff dei Dolphins assistito dal Gestore dell’impianto provano a far ripartire per lo meno il Mandela ma il gusto è sulla cabina di trasformazione e ben presto si intuisce che la luce non tornerà.
Intanto gli arbitri han fatto calciare la trasformazione a Parma chiudendo il primo quarto (regolarmente giocato) sul 21 a 7. Si attendono i canonici trenta minuti, gli arbitri concedono anche qualcosa di più ma il danno all’impianto comunale necessita di una valutazione accurata e quindi i ragazzi vengono spediti sotto la doccia. Ora sarà il giudice sportivo a decidere se far ripetere la gara integralmente o ripartendo dal secondo quarto. Certo è che domenica prossima una delle due formazioni dovrà essere ospite dei Giants Bolzano nei quarti di finale scudetto e quindi il verdetto è atteso entro martedi mattina.
“Mi spiace per questa spiacevole situazione – parla il presidente Dolphins Lombardi – che penalizza più di tutti gli atleti e gli allenatori che si sono preparati in questa settimana di pioggia e vento per dare il massimo sul campo. Purtroppo il corto circuito dell’impianto comunale che ci ospita esula dalle nostre competenze e dirette responsabilità. Non ci resta che attendere il verdetto del giudice sportivo con la serenità di avere fatto il massimo nelle nostre capacità”.
La certezza è quella che il blackout ha interrotto una partita sino ad allora giocata magistralmente dai GLS Dolphins con un attacco mortifero e spietato che ha colpito senza soluzione di continuità i punti deboli della difesa parmense ed una difesa attenta che non ha concesso nulla sul gioco di corsa lasciando completare solo il pass finale su Patrizi.
La cronaca vede Ancona partire in attacco con un grande ritorno di kick off di Brancaccio. Il runner dorico inizia il suo “one man show” correndo nel primo gioco una off tackle direttamente in meta per 35 yds sfruttando gli ottimi blocchi dei propri compagni. Sempre Brancaccio calcia tra i pali il 7-0. Entra l’attacco emiliano guidato da Davide Rossi che però viene sterilizzato da una difesa tirata a lucido da coach Domenichetti. Punt di Parma che non viene ritornato. Una corsa interna dei dorici produce cinque yards e nel successivo gioco è di nuovo Brancaccio a correre 67 yds tutte d’un fiato direttamente in meta. La tarsformzione riesce e siamo già 14-0. Parma è attonita, stordita. Lo scorso anno le pantere vinsero la stessa partita di play off al Mandela con un perentorio 40-6. Ma stavolta l’aria è cambiata. L’attacco di Rossi non muove palla con i difensori dorici che placcano duramente in due o tre sul portatore di palla. Si infortunano due parmensi, Leone e Grossi, e le Pantere puntano nuovamente. L’attacco Dolphins guidato da Bugatti inizia a mettere anche la palla in aria completando su Gianfelici. Proprio lui manca una facile presa in meta costringendo i suoi ad un calcio piazzato che Brancaccio non realizza. Parma tira il fiato ma nella prima azione successiva il runner Titi Mpoko subisce un duro placcaggio perdendo palla. Un fumble sulle 25 yds di Parma che viene subito ricoperto dal lb Giardinieri. Rientra l’attacco dorico che stavolta non sbaglia mandando in meta su corsa il solido full back Gatto. La trasformazione centra i pali e si va sul 21-0. A questo punto Parma dopo qualche tentativo di corsa trova la meta di Patrizi su una sbavatura della secondaria dei Dolphins. Il blackout archivia i se ed i ma rinviando tutto al giudice sportivo. Peccato.

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