U19, LA PAROLA AI COACH DOPO IL SUCCESSO SUGLI HOGS

Un successo perentorio e roboante contro una squadra insidiosa e ritenuta tra le più forti d’Italia. Un 48-8 inaspettato per l’under 19 dei GLS Dolphins Ancona contro gli Hogs Reggio Emilia, reso ancora più speciale dal fatto che la gran parte dei ragazzi si sono ritrovati ad affrontare il sistema di gioco Wing-T per la prima volta nella loro carriera.
Eppure ciò non è sembrato in campo. Merito delle lezioni del coaching staff e dei ragazzi, studenti modello del football.
Per un’analisi più approfondita della partita tuttavia, diamo spazio e voce come sempre all’head coach della giovanile delfina, vale a dire Andrea Polenta.
Coach, come si è costruito questo splendido successo?
«Tutto ciò che avevamo pensato di eseguire si è avverato. Siamo stati quasi perfetti nel bloccarli e quasi perfetti nel colpirli». Quasi? «In difesa ha funzionato tutto alla meraviglia a parte un paio di sbavature, una delle quali è costata il touchdown degli Hogs. Qualche errorino qua e la pure in attacco ma niente in entrambi i casi che abbia inficiato il risultato. Ci lavoreremo comunque in settimana».
Però la prestazione è stata straordinaria.
«Certo e su tutti va lodato Andrea Gambelli che addirittura ha ricoperto un fumble per poi correre in touchdown. Assieme a lui un po’ tutta la linea. Ma lasciatemi fare una menzione anche per Rahmi El Mechri che con un intercetto importante e diversi placcaggi si è reso indispensabile. I complimenti vanno però a tutto il reparto».
Questo per la difesa. In attacco invece?
«Tommaso Bugatti, Raffaele Rotelli e Andrea Allegretti sono stati micidiali. Ma permettetemi di fare un complimento particolare a Cristiano Brancaccio che è tornato a giocare anche nel ruolo di running back. Nella prima partita si era limitato a fare il kicker a causa di un paio di malanni di troppo. Ebbene sabato sera la sua voglia di giocare e la sua imprevedibilità si sono viste tutte».
Utilizziamo più le corse che i lanci.
«Sin qui sì. Ma appunto ne approfitto per fare i complimenti a Karim Giardinieri e Riccardo Gianfelici. Entrambi i ricevitori si sono rivelati abili e pronti nelle poche occasioni in cui sono stati chiamati in causa. E già che ringrazio tutti, permettetemi di ringraziare i miei indispensabili assistenti, l’offensive coordinator Loris Aquinati e il defensive coordinator Simone Domenichetti».
Tutto ha girato alla meraviglia.
«Hanno debuttato molti dei nuovi prestiti –di cui vi parleremo in settimana, ndr- e molti dei ragazzi che trovano meno spazio si sono fatti trovare pronti quando chiamati in causa».
Ora i Warriors in una sfida che varrà il primato.
«Sì. Sarà un match importante. E dobbiamo arrivarci lavorando molto sugli special team, i blocchi in attacco e le coperture difensive. Questi sono i campi dove dobbiamo migliorare tanto».
E ora spazio al coach della difesa Simone Domenichetti. Colui che ha posto le giuste condizioni per arrestare la Wing-T reggiana.
Coach come è stata preparata questa partita così speciale e come siete giunti ad un simile capolavoro?
«Ho guardato la loro ultima partita e tutte le precedenti che ho trovato. Ho preso più note possibili. Poi ho sommato il tutto con tutti i trucchi imparati nell’affrontare gli Hogs nel corso della mia carriera da giocatore ed ho provato a trasmettere quanto venuto fuori ai ragazzi».
E ci pare che ci siete riuscito.
«Il merito è tutto dei ragazzi. Hanno interpretato alla perfezione quanto gli ho detto. Come aspettarli senza anticipare i movimenti, come le linee dovevano comportarsi. Bravissimi».
Qualche nome in particolare?
«Non mi piace parlare dei singoli ma del collettivo. E’ stata una prestazione importante da parte di tutti, compreso chi ha meno spazio che non si è fatto trovare impreparato».
Sabato i Dolphins avranno contro i Warriors Bologna.
Sarà la stessa musica?
«Non credo proprio. La partita sarà ostica, ritengo più difficile di questa per mille fattori. Il fatto che abbiano battuto di poco gli Hogs è un concetto che non vuol dir nulla. Era la prima partita. Ogni sfida parte dallo 0-0. Inoltre sono la nostra bestia nera quindi massima concentrazione e lavorare».

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