DOLPHINS Ancona 21 – FROGS Legnano 14
Il triplete in casa Dolphins è servito. Scesi nelle Marche con un invidiabile record di quattro vittorie e zero sconfitte i Frogs Legnano hanno lasciato sul terreno del “Nelson Mandela” la loro verginità agonistica al termine di una gara bella ed intensa con i Dolphins che hanno avuto sempre il pallino della vittoria dalla loro parte. Il margine esiguo della vittoria dorica è sicuramente dettato più dalla assenza del qb titolare Carter Cravens che dalle capacità dei lombardi apparsi solidi nel pacchetto centrale della difesa ma con un attacco arrabattato soprattutto nella costruzione di un game plan credibile. Ed il potenziale Legnano ne ha a bizzeffe. A confermare questo ci sono ben tre situazioni nelle quali Legnano ha giocato quattro down nella red zone dei GLS senza mai trovare punti. Ad iniziare dal primo drive quando il kicker Tenerini calcia fuori dai pali un field goal dalle 20 yds. Ancona capitalizza il primo drive con un gioco semplice e povero di profondità dato che Grodhaus è un qb inventato dalla necessità del coaching staff dorico. E’ lo stesso Cameren a correre sui Frogs Legnano per i 6-0 che Dazzani converte in 7-0. Una fase sterile con le difese suglik scudi, ma quella Dolphins è l’unica che segna. Accade che il qb Taylor lancia uno screen sull’ottimo Pulsinelli, il pass viene deflettato dalla manona di Enrico Genga e schizza al cielo. Il più lesto è Raffaele Rotelli che prende l’ascensore, cattura il cuoio e distende le sue leve per il più classico dei pic six che incendia il “Nelson Mandela”. 14-0. Legnano reagisce da par suo e Taylor cerca e trova con continuità Mozzanica che porta a 13 secondi dalla fine il risultato sul 14-7. Alla ripresa delle ostilità gli adriatici piazzano l’allungo decisivo con dei passaggi corti su Dazzani, Orlandini, Zani e Gianfelici che aprono la strada alla traccia capolavoro chiamata dal “pozzetto” dei delfini. Blackburn esegue alla perfezione una traccia corsa a velocità siderale che taglia in due la difesa Frogs permettendo all’ex Colorado State di segnare ricevendo do Grodhaus. 21-7. I Frogs patiscono l’allungo dorico e non riescono più a fare gran che in attacco con la difesa dorica che bracca Taylor e punisce corporalmente le ricezioni, poche, dei nero argento. Nella “separazione” da cineteca creata da Blackburn sul malcapitato Rai ci scappa quasi un nuovo intercetto. L’attacco dorico in questa fase non è da meglio. I lombardi aspettano l’attacco verdearancio tenendo a bada la fantasia di Grodhaus senza farlo uscire dalla tasca per evitare scorribande. Nonostante tutto Ancona arriva a distanza di field goal ma Dazzani non centra i pali tenendo in vita una gara anestetizzata dalle difese. Serve un colpo di scena e sull’ennesimo quarto down senza esito giocato dai Frogs viene comminato un fallo ai Dolphins visto da pochi. L’unica macchia su di un arbitraggio impeccabile. Una macchia nera di strapiombo per i Dolphins che permette ai Frogs di giocare una nuova, disperata, serie dalle tredici doriche ed al quarto tentativo l’americano Caliendo riceve in meta per il 21-14. Manca poco alla fine e la difesa Frogs costringe Ancona al punt. I Frogs con due minuti da giocare hanno la palla per pareggiare dalle loro 25 yds. I primi due lanci avanzano il baricentro ma mangiano tempo. 75” alla fine con Taylor che senza bersagli liberi correi un primo dowm. Time out per fermare il tempo. Poi Taylor prova a liberare il braccio in profondità. Errore decisivo perché Henry Blackburn non solo copre magistralmente ma da un saggio di atletismo avvitandosi in aria per piazzare l’intercetto che cala il sipario a trenta secondi dalla fine. Titoli di coda.
Una vittoria di peso che porterà i Dolphins a giocare sabato prossimo a Firenze una gara libera da patemi in visione play off. I Frogs sono chiamati all’esame interno contro i Giuaguari Torino. La gara ha sicuramente consacrato Cameren Grodhaus come talento cristallino capace di sacrificarsi in attacco ma di risultare decisivo anche in difesa dove oltre a diversi placcaggi ha predicato football con coperture da manuale. Blackburn è stato devastante in difesa giocando anche in attacco con devozione alla causa Dolphins. Per tutti gli altri che dire… ennesima prova di sacrificio dei ricevitori Dolphins che senza qb sono diventati eccellenti bloccatori, decisivo il rientro in squadra di Viviani che ha solidificato la D Line di qualità, impeccabile la linea di attacco dorica con il baby Rosati che ha tenuto botta a giocatori del calibro di Perego e Timotijevc, e magistrale la secondaria dorica. Impossibile infine non menzionare Kristian Giardinieri che ha smistato placcaggi come fossero caramelle al carnevale di Rio. Prossimo impegno a Firenze nel remake dell’ultimo Italian Bowl.
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