C’è sempre una sorta di appagamento, di benessere, nel programmare, costruire e realizzare un obiettivo ed è questa certamente la sensazione che stanno vivendo le ragazze dei GLS Dolphins che nelle finali di Grosseto hanno raggiunto il settimo posto assoluto. E’ il terzo anno di questo programma anconetano e dopo aver conseguito un sedicesimo posto si è passati all’undicesimo. Quest’anno i due coaches Raffaele Rotelli e Riccardo Petrilli avevano promesso che il team avrebbe puntatop decisamente alla Top Eight nazionale, un up grade nella top otto d’Italia, e così è stato. <Siamo partite per la tre giorni di finale con la consapevolezza di avere lavorato bene – commenta Emma Bartoletti – l’off season preparata con coach Parker ci ha regalato esplosività e reattività e quindi avendo toccato con mano i risultati di questo lavoro abbiamo iniziato a crederci di più anche noi.> Sicuramente una crescita nell’approccio atletico che però non è bastato a fare il salto in alto. <Indubbiamente l’evoluzione del gioco ci è stata – attacca Martina Lucioli veterana del team F3 Dolphins – Raffo e Ricky ci hanno già detto che tecnicamente il flag football è quello che stiamo giocando in termini di tecnica di ricezione, di corsa lancio e copertura. Ci hanno anche ammonito – sorride con una timidezza genuina – che da ora in poi la crescita sarà molto più dura perché sarà0 tutta questione di ripetizioni ed automatismi: esecuzione>. Le anconetane nella prima giornata hanno chiuso con le due vittorie contro Cardinals Palermo e con due sconfitte contro le Refoli Trieste e Reapers Torino. Quella contro i piemontesi è stata forse inattesa ma tanto è, Con questi risultati il team GLS ha chiuso all’ottavo posto parziale accedendo alle “Poule Eight” del secondo giorno, le migliori otto formazioni d’Italia. Alla ripresa delle gare le anconetane hanno perso contro le Sharks Palermo, contro le Panthers Parma (future campionesse d’Italia) ed infine nel closing game del sabato contro le Aquile Ferrara in un tiratissimo 32-31. Infine domenica scorsa, nell’ultimo giorno di torneo la marchigiane hanno giocato per una posizione tra il quinto e l’ottavo perdendo nuovamente contro Trieste ma vincendo con Ferrara per 19-39 l’ultima gara valida per il settimo posto assoluto. Ora rimane da capire cosa quale è il gap con i sei team che stanno davanti… <Sicuramente l’esperienza è uno dei nostri limiti – la Bartoletti risponde decisa – abbiamo iniziato da tre anni a giocare e questo si vede al cospetto di squadre costruite in almeno due lustri. Abbiamo uno dei roster di età media più giovane della nazione e quindi abbiamo margini importanti di crescita perseverando nell’impegno e nella dedizione>. La società del presidente Rosati che lunedi sera ha festeggiato le ragazze allo stadio Mandela di Ancona, sta già pensando alla partecipazione del team femminile a tornei amichevoli nazionali durante la off season proprio per migliorare il bagaglio esperienziale delle ragazze. <Siete circa quindici donne e non sarà certo uno spogliatoio sereno …<Ti sbagli – Martina Lucioli non ha dubbi – tra tutte noi non ci sono problemi e ci divertiamo alla grande. Anche i due allenatori (che hanno numerose esperienze internazionali alle spalle ndr) ci dicono che siamo un team anomalo per questo clima di competizione e divertimento che ci contraddistingue. Oramai ci conosciamo l’un l’altra ed abbiamo imparato ad accettarci con pregi e difetti. Le gelosie e le invidie le lasciamo fuori dallo spogliatoio perché abbiamo imparato che sono tossine che a lungo andare logorano lo spogliatoio.> Altre ragazze sono arrivate, altre stanno arrivando ed altre ancora arriveranno dalla filiera delle giovanili Dolphins. <E noi non vediamo l’ora di inserirle in squadra – chiude Emma Bartoletti – più siamo e più ci si diverte. Abbiamo tutte iniziato con il programma “Flag Football School” dei Dolphins e quindi sappiamo quale sia l’empatia che crea questo sport. Ora facciamo una grande in bocca al lupo alle nostre compagne che parteciperanno alle selezioni per giocare i Mondiali di Dussendorf (senior) o gli Europei di Ferrara (junior), ci riposiamo qualche settima ma poi ripartiremo alla grande con la voglia di salire ancora>.
C’è sempre una sorta di appagamento, di benessere, nel programmare, costruire e realizzare un obiettivo. Ma l’appagamento dura poco perché c’è sempre un nuovo traguardo a cui ambire e per cui lavorare.
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