FINS UP CAMP 4, INTERVISTA A FABIO LUNA

Ci Siamo. Oggi inizierà il Fins Up Camp 4 che si protrarrà fino a domenica 11 settembre.

L’evento organizzato dalla Dolphins Ancona Academy e dai GLS Dolphins Ancona sta quindi per partire ufficialmente.

E come ciliegina sulla torta oggi presenteremo ed intervisteremo nientemeno che Fabio Luna, Presidente del CONI Marche che quest’anno onorerà tutti con la sua presenza al Camp Di Montelparo.

Luna è a capo del Coni regionale dal 2017 e sin dal 2019, non ha mai fatto mancare il proprio supporto a questa iniziativa.

Presidente come mai ha deciso di presenziare alla quarta edizione del camp dei Dolphins? «Perché nel momento in cui una società sportiva organizza un simile evento per i giovani ho piacere di vedere come viene effettivamente svolta».

E poi? «E poi ho accettato l’invito di Paolo Belvederesi. Siamo amici di lunga data per motivi sportivi ma anche lavorativi».

I due fattori su cui si basa l’intero camp sono i fondamentali della disciplina e il fare squadra «I fondamentali sono essenziali in ogni sport. Il fare squadra invece è ormai prioritario in ogni campo, non più solo nello sport. Penso al lavoro, ma anche alla politica. Quante volte sentiamo i nostri rappresentanti dire che è essenziale lavorare assieme, di squadra? Ecco io sono contento copino lo sport perché è una buona trasmissione di valori. E non è tutto».

Cioè? «Il fare squadra insegna ai ragazzi a stare assieme e li incentiva alla pratica sportiva. Questo in un’epoca in cui sempre più spesso i nostri adolescenti sono chiusi in casa e comunicano solo attraverso i social e i mezzi tecnologici. Ecco io sono orgoglioso che attraverso lo sport si provi a risolvere questi problemi ed a trasferire dei sani principi».

Al Camp parlerà ai ragazzi? «Come ho già detto a Paolo Belvederesi io vengo, osserverò e mi metterò a disposizione. Poi se mi chiederanno un intervento lo farò. Ma mai e poi mai mi metterò in prima fila per fare il protagonista. Non l’ho mai fatto e non inizierò di certo ora. Certo un saluto ai ragazzi lo farò».

E allora per sicurezza la domanda gliela facciamo noi. Cosa direbbe ai ragazzi presenti al Camp? «Di praticare uno sport che a loro piace, senza farsi influenzare dai genitori o da altre terze figure. Devono coltivare la propria passione e divertirsi, altrimenti prima o poi uno smette di praticare lo sport. E li allora sì che ci sarebbe una vera sconfitta».

Senza passione non si va da nessuna parte «Certo che no. Spesso anche i più grandi campioni parlano di rinunce e sacrifici. Ma usano questi termini in modo improprio. La verità è che si divertono e amano quello che fanno. Ricordo quando andavo a letto presto per poter fare le mie gare di nuoto. I miei amici non capivano. A me non costava nulla, non era un sacrificio ma un passaggio necessario per far bene nella vasca e divertirmi. E sono sicuro che così è per chiunque altro pratichi sport».

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